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L'Isola dei Famosi

Qualcuno ancora mi chiede come mai io sia finita all'Isola di Famosi.
Ebbene, ritengo che il programma in sè fosse parecchio interessante: un microcosmo da studiare dal di dentro. Uno studio sociologico molto interessante ai miei occhi in quanto il mio lavoro artistico è imperniato sulle meccaniche tra esseri umani.

Ognuno dei partecipanti dell'Isola poteva scegliere di portare un paio di cose a proprio piacimento, io scelsi un oggetto che mi sarebbe servito per farne una  "performance" di arte. Gli autori ne sembravano felici perchè gli avrei portato in studio anche Achille Bonito Oliva che, da uomo spiritoso e intellettualmente non snob, aveva capito il valore dell'operazione ed aveva accettato allegramente l’idea.  Ebbene, questo mio oggetto sparisce anzi mi si viene a dire che addirittura non lo avevo mai portato.
In più da come gli operatori TV ci riprendevano mi accorsi che dietro c’era una sceneggiatura e una regia prestabilita. Io, per esempio, facevo cose carine e costruttive tipo fare cappelli molto belli, intrecciando i filamenti degli alberi di cocco (peccato, non è mai andato in onda, erano proprio belli!)  o parlare di cose normali, dico normali, si voltavano e se ne andavano via, pronti ad essere lì invece per riprendermi con le telecamere subito dopo essere stata insultata con le invettive più cattive e volgari che le mie orecchie abbiano mai ascoltato. Ovvio che nei momenti di difensiva quasi nessuno risulta simpatico. Specialmente quando non mangi da una settimana! Capito l'antifona me ne sono andata. Mi volevano far passare come una persona odiosa. E guarda caso l’unica che fra tutti si occupava di cose normali e non aveva la mentalità velina/tettedifuori/costasmeralda.

La cosa più sgradevole è stato l’avere a che fare con una produzione che partiva dalla cattiva fede. Mi ricorda così tanto la politica italiana. Si dice una cosa e se ne fa un’altra tanto gli italiani si mettono comunque in coda a bocca aperta per inghiottire l’esca. La trasmissione quindi non è brutta di partenza . E’ resa brutta. Dietro questa strana scelta c’è secondo me una “ragione di Stato” che è quella di far credere ai cittadini che i loro connazionali sono degli idioti quindi è inutile ribellarsi… tanto vale buttare la spugna.  Ripeto: c’è una ragione di Stato per cui la televisione Italiana rende brutti programmi che potenzialmente potrebbero non esserlo e mette in onda programmi ancora peggiori.
Ritornerò su questo argomento un’altra volta. Adesso devo uscire.

Dimenticavo di ricordare che John Cage prese parte alla trasmissione Rischiatutto (o roba del genere) tanti  ma tanti anni fa e che Ken Russel nello stesso mio momento era in una trasmissione simile sulla TV inglese.