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NEOHIPPIE-CHIC

Cimg0609 Diversamente dal radical-chic il neohippie-chic è colui /colei che contrassegna il proprio vivere da asserzioni illuministe. Un modo di vivere che rifiuta lo Stato Pontificio, le sue croci, la cultura della sofferenza, il Family Day, il linguaggio esterofilo esasperato. Il neohippie è chic perchè è consapevole di vivere in un sistema mondiale che ha ricreato le caste e i servi della gleba. Chi non capta il segno dei tempi non è chic, forse può essere alla moda e/o fare tendenza tra i propri simili, ma sarà sempre un bridge 'n tunnel nella mondanità colta. Il neohippie-chic non è necessariamente senza soldi, anzi. I soldi li usa per studiare, per vivere nel silenzio, per spegnere la televisione, per parlare con gli amici con il cuore in mano. Un gran lusso essere neohippie-chic: dire quello che si pensa, essere sè stessi perchè tanto ci sarà sempre qualcun altro a farti sembrare diverso da quello che si è.  Il neohippie-chic è in camicia e pantalone, ma non dimentica mai d'indossare belle scarpe inglesi (ora italiane). La neohippie ha solo una bella collana sopra i jeans e cammina con sandali capresi. Ci possono essere varianti stilistiche al neohippie-chic: queste si possono creare ex-temporae sfoggiando pensieri lodevoli e creativi che inneggiano alla scienza e alla vita nel tra le righe della propria personalità. E' il ripensare seriamente alle regole sociali che hanno creato una società fasulla. Il neohippie-chic è Creative Commons. Il neohippie-chic è tale perchè sa che la vita è vivere il presente perchè l'aldilà esiste solo per i disperati che hanno paura della morte. I neohippies hanno una paura fottuta di morire ma non lo lasciano a intendere aggrappandosi a metaforiche vesti cardinalizie.


Bisogna ponderare con cura parole immagini dettagli. E l'odore, quello, bisogna tenerlo a bada ancor più di altro. Io e lui siamo stati bravi: ci siamo lasciati ancor prima di trovarci. Bene così. Non bisogna mai entrare  e rompere qualcosa che esiste già. Questione di educazione, questione di buon senso. Mai avvicinarci laddove è in corso un problema che non ci riguarda. Mai entrare in una crisi esistenziale di un altro se questo non lo ha già notificato nel proprio Es. Non ci si può caricare dei problemi dell' altro altrimenti si viene scambiati per la causa del problema.  Il problema che dobbiamo porci è il seguente: fino a quanto è giusto reprimere i propri sensi?