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Nuovo illuminismo di Domiziana Giordano

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Leggende newyorkesi

25122007Ed eccomi di nuovo a passeggio tra gli scaffali di Whole Food per fare la spesa. Uova, latte, un avocado palpeggiato per un pò e rimesso al suo posto perchè fa ingrassare, caffè italiano, uno scones senza zucchero con i cranberries, le bacche rosse sì, quelle che sul dizionario sono chiamate Vaccinium oxycoccus, mirtillo palustre; poi i crackers Wasa, quelli svedesi, quelli cho ho spottato la prima volta che sono entrata in questo supermercato alimentare di lusso e che continuo a comprare per non perdere tempo in viaggi pindarici sulle origini misteriose delle marche delle altre mille confezioni diverse disposte nelle quattro colonne di crackers da tutto il mondo e che fanno girare la testa, far venire il mal di male oltre a rompere anche le ovaie a me poveretta, che mi trovo pure a dover pagare-già lo so- un pacco di soldi per queste due cosette banali che ho messo nel cestino. Ci sono ricascata di nuovo. Perchè sono ritornata in quasto posto da super-ricchi, mi chiedo? E mi rispondo pure: perchè è bellissimo e il consumismo è una droga.

Il ragazzo alla cassa sta lì allegro a battere tasti e interrompe I miei pensieri pseudo-marxisti: Come stai oggi? mi fa. Fatti I cazzi tuoi, vorrei dirgli: mi fermo appena in tempo per uno strano miracolo. Facevo prima ad andare a comprarmi una collana da Tiffany! sto per dirgli tra I denti, ma ecco che mi fermo di nuovo in corner e gli sparo un sorriso rispondendo soave: molto bene, come stai tu oggi? Bene, mi fa. Sono contenta, dico io. Hai trovato quello che desideravi? continua lui, ostinato. Ancora una volta sì, gli sibilo cortesemente guardandolo sottecchi.
Io mi chiedo se questi dipendenti abbiano un microchip attaccato alla camicia da cui il direttore ascolta per verificare se I cassieri sono gentili o se sono DAVVERO gentili. No, la gente di qui è DAVVERO gentile. Chissà come mai, forse perchè ha trovato un lavoro in cui li trattano bene e gli pagano anche l’assistenza medica, chissà. Non lo so e tanto meno mi va di approfondire ancora in quanto sono già uscita dal negozio e mi sto incamminando verso casa lungo I larghi marciapiedi di Chelsea della Settima avenue. Devo fare in fretta: devo andare in palestra dove mi attende una lezione di pseudo aerobica che si chiama con uno strano nome.

I nomi delle lezioni scrocchiano in bocca come le barrette di cioccolato e wafer. Quando le pronunci a voce alta ti trovi a sputacchiare sulla giacca di quello che t’ascolta, quindi ho imparato a lasciar correre e a rispondere ambiguamente con un più semplice ”Cardio…” quando, per caso, mi chiedono che allenamenti seguo. Il Pilates? É ovunqe come lo Yoga. Aerobica? Una parolaccia. Entro al Club Equinox con la testa un pò bassa come quando si entra a scuola senza aver fatto I compiti. Il rasta –fichissimo- dietro alla scrivania, mi sputacchia una mitragliata di nomi come fosse una interrogazione: calvinogrphy -core booty blast -core –sati –definition –pilatesmat -cycloophy -step slam &jam -willpower&grace- teracycle -sacredstrenght yogaflow -cardio -bo-hi-do -recircuit –budkon… per cui io, sempre a testa bassa gli passo la mia password “Cardio” ed entro come un ratto umiliato ma salvo.

Entra l’insegnante. Io mi sono posizionata in modo da poter seguire I suoi movimenti sia di dietro che da davanti riflessi allo specchio, così da potermi correggere la postura.  Qui vorrei fare una parentesi per non creare frainesi: da quando, al liceo, si disegnava con le modelle nude, ho imparato a guardare al corpo umano come a una scultura. Da sempre mi trovo nelle palestre e negli spogliatoi felice di poter scolpire con I miei occhi i corpi sotto sforzo, oppure ai corpi rilassati nelle saune illuminati solo dall’unica fonte di luce caravaggiesca, proveniente dalla finestrella. Insomma, per farla breve: quanto è fico questo qui! Ai lati del bacino ha la fascia muscolare che sorregge le natiche tonde, perfette, e davanti scava sulla pancia una specie di valle. La stessa struttura che hanno I Bronzi di Riace per intenderci. Non ne faccio una questione erotica, ma squisitamente estetica. Mi guardo allo specchio e mi vedo fuori peso e fuori allenamento, e mi verrebbe da piangere se non pensassi che anche io con un pò di sforzo riuscirò a rimettermi in forma presto. Avendo sempre sofferto di problemi alimentari sono piuttosto a mio agio tra la ciccia superflua mia e degli altri. La guardo come la guarderebbe Lucien Freud, diciamo.

Ed eccomi al Moma a vedermi la sua mostra: sono quasi tutte acqueforti e mi verrebbe tanta voglia di avere il tempo per dedicarmi ancora alla pittura, invece di dover sempre confrontarmi con la fotografia. Essere artisti è un gran lusso quando non si vive di questo lavoro. Prende giornate intere nell’esercizio quotidiano della tecnica, Perchè una cosa è l’avere talento, altra cosa è la quotidianità e la perseveranza dell’esercizio nel lavoro artistico: così come fa un musicista con il proprio strumento.

Lascio I miei occhi correre tra le l’incisioni nelle lastre di rame e ripenso alle strade vuote del giorno di Natale. Esiste la grande leggenda metropolitana che vorrebbe New York come la città che non si ferma mai, aperta a tutte le ore: non è vero niente. Si può trovare il negozio di quello che ha deciso di aprire a notte tarda per motivi personali, ma New York è una città come tutte le altre. Si svuota un pò il week end perchè anche a loro piace andare fuori porta a respirare aria buona, e poi si, è vero, ci sono I Deli, gli alimentari dei coreani che non chiudono mai, che creano delle chiazze di luce con I loro mazzi di fiori disposti all’entrata e che di notte fanno pensare ad una vita intensissima. In realtà se fosse stato per gli americani, loro farebbero orario normale. Lavorano i coreani con i loro Deli, i cinesi: essendo moltissimi si danno I cambi così che c’è sempre qualcuno in piedi mentre gli altri dormono. Come dire… I loro letti sono sempre caldi. Una volta, per lamentarsi si diceva “lavorare come un negro”, adesso bisogna dire “lavorare come un cinese”. Fanno vite infami con lavori altrettanto infami.

Ieri stavo camminando tra Mott e Hester Street nella ex Little-Italy dove già da anni si vedono solo occhi a mandorla in cui I negozianti non si prendono neanche la briga di scrivere il nome dei prodotti in inglese sulle etichette dei prezzi. Mi sono avvicinata a vedere cosa caspita vendessero. Tutta roba essiccata. C’erano delle cose lunghe con alla fine qualcosa che assomigliava a dei denti. Ho pensato che potessero essere palati essiccato di chissaà qualche animale che finiva appunto con quelle cose bianche. Ma potevano anche essere unghie. Faceva proprio impressione; a dirla tutta faceva proprio schifo. Paese che vai, usanze che trovi. Poi c’erano degli affari, essiccati anch’essi, che sembravano grosse larve, oppure potevano essere vermi. Poi funghi: secchi anch’essi. Altri sembravano invece fossilizzati.

Ma ritorniamo a parlare della leggenda che descrive una New York sempre in piedi: gli americani sono sempre stati bravi a vendersi. Dopo la seconda guerra mondiale hanno capito che la maniera più veloce per diventare importanti nel mondo sarebbe stato monopolizzando l’attenzione tramite la cultura e, meglio ancora, con la potenza dell’arte contemporanea. Mentre loro avevano fatta loro la lezione della Chiesa di utilizzare l’efficacia dell’immagine come mezzo di comunicazione, l’Europa si autopuniva con l’esistenzialismo, il situazionismo etc. e non badava a i propri artisti che nulla avevano da invidiare ai loro. A parte Andy Warhol. Ma va bene così: è il naturale movimento delle onde.
Contemporaneamente hanno messo in giro  la voce che l’inglese era la lingua più fa cile da parlare al mondo. Nulla di più falso: per noi di lingua romanza, è molto più facile imparare il francese o lo spagnolo di qualsiasi altra lingua di ceppo sassone. Per non parlare degli altri ceppi che assomigliano piuttosto a delle ghigliottine.

Quindi abbiamo orde di complessati che si credono scemi poichè non sanno parlare l’inglese dopo –addirittura!- un mese passato a Londra in una scuola frequentata da spagnoli, portoghesi e giapponesi.
La lingua inglese è difficile da parlare. Però guarda caso la parlano tutti. Perchè? Perchè non basta vincere la Guerra. La Guerra si persegue negli anni sotto altra forma, nascosta e indottrinata tramite un collaudato sistema di leggende metropolitane. Un sistema che si è rivelato vincente. Nella foto vedete la Sesta Strada il 25 Dicembre.
Si sentivano volare le mosche. D’improrvviso… ciaf, morta! Mi volto: il coreano annoiato era fuori la bottega per mancanza di clienti. Con il polso veloce e il suo schiaccia-mosche come un’arma letale.

Commenti

Interessanti le tue pillole di vita U.S.A. Domiziana! Ti ho conosciuta nella maniera più facile (leggi Isola Dei Famosi 4), non intendendomi né seguendo l'arte. Ti leggo ogni tanto, complimenti! Buon anno! F.
Domiziana, se M. ti ha parlato di me, ti avra' forse menzionato il seguente fatto: sono un ammiratore da lunga pezza dei tuoi talenti d'attrice un po' sfortunata (Tarkovsky e' uno dei miei dei, e comparira' in grande stile nel mio prossimo libro sul Tempo). Devo dire, spero senza offenderti, che i tuoi posts "filosofici" mi piacciono molto molto meno: scusa l 'onesta', ma a me la filosofia piace vera, non quella spiccia (comunque, si sa, de gustibus non disputandum est). Invece it tuoi posts a ruota libera (free-wheeling, direbbero in nostri americani) talvolta mi affascinano. Quest' ultimo e' un capolavoro, e te lo dice uno che, come te, e' un italiano che l 'america la conosce come le sue tasche, e che ha vissuto a NYC (5 anni nei ruggenti novanta) in lungo e in largo (NYC, dove non vivo piu' da anni, e' la MIA citta', a braccetto con Pisa, Milano, Praga ed Amsterdam). Mi sorprende sempre quando qualche italiano/a dice qualcosa di sensato about NYC: i connazionali del Bel Paese vedono l' america & la Grande Mela Un Po' Marcia attraverso il filtro sporco dei film e dei serial tv (e degli imbecilli con i loro reportages saccenti negli specials). Manca una sola cosa al tuo NYC quadretto: Seinfeld. Son 16 anni che, ogni santo giorno, mi rivedo ad nauseam gli stessi episodi. Magari glielo spieghi tu Seinfeld agli italiani, se ci riesci Buon Anno PolyMathicus
Guardo poco la TV, giusto CNN in palestra. La mia "filosofia spiccia" non è altro che un modo di raccontare il mio punto di vista della vita. La vita l'ho forgiata anche sui libri di filosofia e io sono quello che leggo, quello che elaboro. Il mio pensiero critico esce fuori dalla riflessione. Una riflessione critica è, di fatto, una riflessione filosofica. Non insegno Storia della Filosofia. Probabilmente quindi non ti piace il mio modo di vedere la vita. Ma è la mia vita. Leonard Bernstein soleva ripetere: non è intelligente parlare solo di cose intelligenti. Io non parlo di cose intelligenti. Racconto il mio punto di vista. Conosco bene l'America, New York è la mia prima casa perchè la città di Roma è morta con Pasolini. Una città morta non si può vivere ma solamente sopportare e ammalarsi e morire con essa. Buon anno nuovo anche a te.
What do you mean with Rome died with the death of Pasolini ? And why is New York now your hometown ? I have the feeling, (could be wrong), that you forget that a hometown doesn't exist. If you're a civilian of the world you don't have a hometown, you are a stranger everywhere. There isn't really any fixed path, I took years for me to get to this point : the modern nothingness.
Yes Geert, we do live in a world without borders, still the belonging to the place in which we were born is somehow instintivly alive, and we belong to a that geographical place. We're animals, after all. Life make us leave and put ourselves in a volontary exile.
DG: 1) OK, se mai avro' un minuto libero Seinfeld glielo racconto io ( quante cose mi tocca fare da solo!) 2) il termine "spiccia" non e' mio, l' ho preso di sana pianta dal frontespizio del tuo blog. Tutto quello che dici e' giusto e legittimo, nel tuo "racconto" puoi prendere il tuo materiale da qualunque sorgente, anche la filosofia (io faccio altrettanto: non ho mai recitato una volta in vita mia, e ho scritto un post intero su Stanislavsky, perche' mi serve nel mio racconto. La cosa divertente e' che ora si trova sui siti di attori e amanti della recita: ironia della sorte). Tanto vale, con una come te, non menare il can per l aia: il tuo modo di vedere la vita lo comprendo perfettamente (so da dove viene), e anche lo approvo in parte, ma non mi intriga. Se venisse dalla bocca di un semplice mortale, va bene, ma da te mi infastidisce un po' (NOTA: comunque lo sopportero' stoicamente quando ci si vede. Promesso). Sai perche'? Perche' tu sei una dea, una dea minore per essere onesti, ma dea pur sempre. Una dea MAGA, come da sempre e per sempre sono tutte le vere artiste. Ora, che me ne fotte a me che una maga mi racconti del DNA, dell' illuminismo (la filosofia piu' stupida che l 'umanita ' sia riuscita ad inventare, tra parentesi), di Heisenberg, e di tutto il resto? Quelle cose gia' le so, e meglio del 99, 9999999999999999999% dei miei fottutissimi simili. E' la tua magia che mi affascina, quella magia che ti appartiene, magia del passo, del detto e del non detto, del silenzio che allude, del GESTO ESATTO, una magia che hai imparato da tua madre, dalla madre di tua madre, dalla madre della madre di tua madre, e cosi' via da tempo immemoriale. La stessa magia di Roma per inciso, citta' morta (come dici tu), e tuttavia ETERNA (quella, per intenderci, del piu' grande serial di tutti i tempi, IL SEGNO DEL COMANDO). Il resto e' Domiziana Giordano, cittadina onoraria di NYC, con l'ateismo, il liberalismo, il radicalismo, il meta-femminismo, l' epistemologismo sincretico, il post-meta-cubismo, il che-kazzo-ne-so-ismo, et cetera. 3) Pasolini: quanto e' vero cio' che hai detto (mannaggia a te): quel giorno infame (2 Novembre 1975, ero un ragazzino, ma avevo gia' capito troppo) me lo ricordero' sino all' ultimo giorno della mia vita, il giorno in cui l' Italia e' finita. PPP era un GENIO, ovvero qualcuno che scrive col sangue. Dopo, ci sono quelli che sono intelligenti, molto intelligenti (alcuni), ma SOLTANTO intelligenti. E a me, Polymathicus, che me ne fotte degli intelligenti? E' il sangue, il pensiero distillato di chi ha sudato sangue, che mi interessa. Il resto e' ode di morte. Ma questa e' gia' conversazione per 119 MacDougal Street New York, NY 10012, Caffe' Reggio PolyMathicus
Heisemberg aveva ragione perchè la sua teoria è -in parte- applicabile adesso alla genetica: ti racconteremo delle "binding proteins". Scrivi tu su Seifeld e io ci faccio un link. Perchè proprio a MacDougal St? perchè non al 202 a Ninth Ave? è niente male. Ci ho incontrato anche Wallace Shawn!
After a lot of study and readings and with the believe in the evolutiontheory, I came to some conclusions. If we are animals. This means that the coincidence factor is very important. Now, I want you to spare of a lot of theory and I don't want to come to a long discussion. I pose myself the question : why aren't there statues of Hitler or other criminal dictators who let the world suffer (as a manner of speaking) if they are only the fruit of coincidence ? The more I learn from atheistic point of view, the more doubts I have. The doubt that there must be a 'higher' something. And I'm not afraid to die. And after we die, there is nothing. But is there not something like a higher and metaphysical philosophy ? are some things ment to be and that there is not such thing as 'coincidence', without falling into 'one or another religion' ? Do we have collective 'genes' which led us to do awfull things ? Is the evolution in this way, that we come from a dangerous and dumb species. And why have I decided to have a vasectomie at the age of 29 ? I don't want to reproduce myself, because I have other missions in my life. Or am I just a misantrophe. By the way : concerning you as Goddess is somewhere true. There is a kind of revival of Tarkovsky's movies among youth and mature people. The young ones adore you as a Goddess. :) it is true ! Not relevant, but you have the same eye-color as me. Strange to look at a mirror.
3) Pasolini: quanto e' vero cio' che hai detto (mannaggia a te) Ma perchè tutti gli uomini si arrabbiano quando dico delle cose in cui si riconoscono (e che pochissimi dicono)? Tutti mi vorrebbero taciturna. Questa immagine della dea muta è così datata, noiosa, decadente.
Yes, it's true I'm boring, out of date and very confused about so many things in life. (evolution, perception, language, politics, etc) My sincere appologies for this fogg in my head.
You are not boring at all Geert. Never.
Cara DG, questo post mi piace un sacco. Hai messo le stesse emozioni che ha dato a me Whole Food (quello a columbus circus, vero?) Secondo me è 100 volte piu caro e lussuoso e schifosamente consumistico il piano alimentari di Harrod's a Londra. Io da Whole food ho comprato le patacarote (una carota bianca che ha la consistenza farinosa della patata ma sa di carota). Il bello è che in mezzo a tante squisitezze c'è un kilometro di integratori alimentari e vitamine e pillole varie per ogni x-patia possibile. Eppoi mi piace il caffe' che fanno li (è il migliore di tutta new york). Eppoi quando ti preparano il sushi sotto il naso mentre stai seduto.... E la pizza è davvero buona come quella napoletana. Adoro new york. Ci dici che hai fatto a capodanno? Ciao Dar
Per Dario: no, è quello di Chelsea. Il mio Capodanno non ha avuto nulla di eccezionale per cui valga la pena parlarne. Times Square l'ho visto in tv . ciao e grazie!
Sempre un piacere leggerti
e sempre un piacere leggerti
Ciao! Non sapevo avessi un blog, mi ha fatto molto piacere scoprirlo nei meandri della rete. Ti stimo da molto tempo e devo dire che è stato un vero piacere ascoltare una voce fuori dal coro. A presto Gianpiero
This journal or blog looks deserted like the image of the street of New York. I'm always dissapointed when something good comes to an end. Although I've tried to do my best to react on certain topic with a lot of enthousiasme to keep the mind sharp and to invite others to react. Maybe nobody is going to read what I'm trying to write. But that doesn't matter. It's written to the future of to the past. Some activists seems to have forgotten that once you start you can not stop. Some think that reaction or feedback on certain topics is easy. I, for example, give away a lot of information about myself and it takes time to think and write a comment. And I do not continue anymore to give away information which is valuable and can be used against me. Or with other words, I smell a kind of opportunisme here. So long DG See you in NY.
To all, I want to express my regrets and my apologies for what I have written in the comments. It only shows my excessive anxiety or fear, often to the point of irrationality and delusion. ... This is what I became after to be too long on this old crazy, cold world. So, I made my excuses. Signed Geert Wachtelaer